Antonio Razzi (Giuliano Teatino, 22 febbraio 1948) è un politico italiano.


== Biografia ==
Lascia l'Abruzzo nel 1965 emigrando a Emmenbrücke nel Canton Lucerna in Svizzera, lavorando per l'attuale ditta tessile Tersuisse Multifils SA (allora Viscosuisse). Sposato con una donna di origine spagnola, è padre di due figli. È presidente e socio fondatore del Centro regionale abruzzese di Lucerna dal 1977.
Fino al 2007 è stato anche presidente della Federazione emigrati abruzzesi in Svizzera (FEAS).
Alle elezioni politiche del 2006 viene eletto alla Camera dei deputati nella lista dell'Italia dei Valori nella Circoscrizione Estero - Europa e confermato alle elezioni politiche del 2008.
Nel dicembre 2010, con l'avvicinarsi della votazione sulla mozione di sfiducia al Governo Berlusconi IV, Razzi lasciò l'Italia dei Valori e passò a Noi Sud. Il 14 dicembre votò contro la mozione di sfiducia al Governo Berlusconi.
Nel maggio 2011 viene nominato consigliere personale del Ministro dell'Agricoltura Francesco Saverio Romano, come lui del gruppo di Iniziativa Responsabile.
Alle elezioni politiche italiane del 2013, viene candidato in quarta posizione di lista al Senato in Abruzzo per Il Popolo della Libertà e viene eletto.
Il 16 novembre 2013, con la sospensione delle attività del Popolo della Libertà, aderisce a Forza Italia.


== Controversie e prese di posizione ==
Le gaffes e le affermazioni di Antonio Razzi sono continuamente riprese da Maurizio Crozza nel suo show Crozza nel Paese delle Meraviglie.
Nel 2009 Razzi, quando era deputato dell'Italia dei Valori, ha manifestato «piena solidarietà» alla Lega Nord per le sue politiche sull'immigrazione.
Viene spesso criticato per la sua mancanza di competenze e per la sua difficoltà a padroneggiare la lingua italiana. Tali difficoltà a esprimersi correttamente in italiano sono state notate anche in occasione di un discorso al Senato del giugno 2013.
Intervistato da Un giorno da pecora Razzi ha affermato di essere «di proprietà di Berlusconi, quello che lui mi dice io faccio». Ha inoltre aggiunto che per Berlusconi farebbe «qualsiasi cosa, anche buttarsi sotto ad un treno».
In occasione dell'elezione del Presidente della Repubblica del 2015 dichiarò di essere pronto a votare anche Totò Riina, se Berlusconi gliel'avesse chiesto.


=== Compravendita di parlamentari ===
Il 16 settembre 2010 Razzi denunciò pubblicamente una presunta compravendita di deputati da parte del Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, dichiarando che gli era stato proposto il pagamento del mutuo, un posto nel governo e la rielezione sicura. Nel dicembre 2010, con l'avvicinarsi della votazione sulla mozione di sfiducia al Governo Berlusconi IV, Razzi lasciò l'Italia dei Valori e passò a Noi Sud. Il suo abbandono fu fortemente criticato dal leader dell'Idv, Antonio di Pietro. Il 14 dicembre votò contro la mozione di sfiducia al Governo Berlusconi, che venne respinta per pochi voti. Nel dicembre 2011 la trasmissione Gli Intoccabili trasmise un video ripreso di nascosto all'interno del Parlamento in cui Razzi ammette di aver votato la fiducia al governo solo per motivi di tornaconto personale economico:
In seguito Razzi ha dichiarato di non aver ricevuto nulla in cambio del suo voto, ma di aver salvato il governo per non perdere il posto di lavoro e la paga necessaria a pagare un mutuo («È stato un atto di salvarmi la mia paga [...] Se salviamo il governo, io mi salvo tutto e almeno pago il mutuo»).


=== Rapporto con la Corea del Nord ===
Razzi ha più volte espresso giudizi positivi sulla politica della Corea del Nord e sull'operato di Kim Jong-un (giovane dittatore nordcoreano) definendolo «un moderato» che «sta cercando di portare un po' di democrazia in quel paese». Ha infatti negato che il paese sia sotto dittatura paragonando la Corea del Nord alla «Svizzera d'Oriente» con «strade belle e molto pulite [...] Lì puoi andare tranquillo, nessuno ti tocca. Mica è Roma. Forse è la nazione più sicura che conosca».
Il senatore ha inoltre negato che in Corea del Nord ci siano dei campi di prigionia, contrariamente a quanto sostiene l'Organizzazione delle Nazioni Unite, affermando che al massimo «ci sono serre di pomodori grandissime, mai viste così grandi, saranno quelle, le scambiano per lager».
Precedentemente Razzi, in qualità di segretario della Commissione Esteri aveva partecipato, con Paolo Romani, ad una cerimonia ufficiale in Corea del Nord. Romani creò polemica per aver applaudito durante la manifestazione: applausi che attribuirà non al dittatore coreano ma alle coreografie («è impossibile non battere le mani di fronte a quello spettacolo»).
Razzi ha affermato di recarsi in Corea del Nord sin dal 2007. Nel 2013 Razzi ha manifestato la sua intenzione di riportare la pace tra le due Coree. A tal proposito ha affermato: «Ci sono spiragli di dialogo [...] Mi hanno detto che potrei pure vincere il Nobel. Qualcuno ha ironizzato sulla mia iniziativa ma ci volevo proprio io per promuovere un progetto che dovrebbe portare alla riunificazione, a distanza da quel lontano 1953 quando al termine della guerra si separarono. Far cadere quel "muro", lungo il 38º parallelo, come si è riusciti a buttare giù quello delle due Germanie nel 1989».
A suo dire Kim Jong-Un e i suoi generali «sono delle bravissime persone» e non hanno intenzioni bellicose.
Razzi ha inoltre negato che la Corea del Nord sia in possesso della bomba atomica (contrariamente a quanto risulta da numerose fonti internazionali nonché dai numerosi test nucleari che la Corea del Nord svolge tuttora).
Il 31 agosto 2014, insieme a Matteo Salvini, visita nuovamente la Corea del Nord dove consegna una lettera al presidente della Assemblea Popolare Suprema Kim Yong-nam destinata al dittatore Kim Jong-un.


== Procedimenti giudiziari ==


=== Appropriazione indebita ===
Antonio Razzi è stato, sino al 2009, presidente del Centro Regionale Abruzzese di Lucerna. L'associazione ha in seguito avviato un procedimento penale in Svizzera contro Razzi, con l'accusa di appropriazione indebita in relazione ai fondi destinati dalla regione Abruzzo per l'alluvione di Lucerna del 2005. Secondo l'accusa tali somme ammontano a duecentomila franchi svizzeri.
Nel 2013, secondo la Luzerner Zeitung, il processo viene archiviato.


=== Corruzione ===
Nel luglio 2015 viene riaperta l'inchiesta di corruzione per il suo passaggio dall'IdV al PdL nel 2010.


== Onorificenze ==


== Note ==


== Altri progetti ==

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== Collegamenti esterni ==
Sito ufficiale, antoniorazzi.eu.
Antonio Razzi, su Openpolis, Associazione Openpolis.
Antonio Razzi, su Senato.it - XVII Legislatura, Parlamento italiano.
Antonio Razzi, su Camera.it - XVI Legislatura, Parlamento italiano.
Antonio Razzi, su Camera.it - XV Legislatura, Parlamento italiano.

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