• Sen. Domenico Scilipoti Senatore del Senato della Repubblica

Sen. Domenico Scilipoti
 
 
 
 
 
 
 

Sen. Domenico Scilipoti Senatore del Senato della Repubblica

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Domenico Scilipoti - Senatore, 60 anni, nato a Barcellona Pozzo Di Gotto. Eletto nella lista Popolo della Libertà possiede una Medico
Attuale professione: Medico

Domenico Scilipoti Isgrò (Barcellona Pozzo di Gotto, 26 agosto 1957) è un politico italiano, senatore di Forza Italia. È stato segretario e cofondatore del Movimento di Responsabilità Nazionale.


== BiografiaModifica ==
Domenico Scilipoti si è laureato in medicina e chirurgia. Ha ottenuto la specializzazione in ginecologia e ostetricia.
Esercita la professione di ginecologo e agopuntore ed è stato Professore Convitato presso il «Departamento de Anatomía Humana» all'Università Federale del Paraná (stato del Brasile); e l'«Istituto A.B.P.S.» di Salvador de Bahia (Brasile). Scilipoti è autore di 8 libri, di cui 5 tradotti in portoghese. Nel 2012 ha scritto un libro sulla sovranità monetaria, dal titolo "La moneta al Popolo".


== PoliticaModifica ==


=== Amministratore localeModifica ===
Dal 1983 al 1998 è stato consigliere comunale per il PSDI a Terme Vigliatore (Messina); vicesindaco dal 1986, e in seguito dal 1994 al 1998. Nel 2002 Scilipoti è, brevemente, assessore al bilancio della giunta Nicolò, sempre a Terme Vigliatore. Dal 2003 al 2005 è nuovamente consigliere comunale


=== Deputato dell'Italia dei ValoriModifica ===
Negli anni 2000, per l'Italia dei Valori, è stato segretario provinciale di Messina (2002-06) e vicesegretario regionale (2004-06). È stato candidato per l' IdV al Senato in Sicilia nel 2001 e 2006, senza essere eletto. Alle elezioni politiche del 2008 è eletto alla Camera dei deputati nella Circoscrizione Sicilia 2 nella lista dell'Italia dei Valori.
Nel partito si occupa principalmente dei progetti di legge per la modifica delle norme sull'usura bancaria, le medicine non convenzionali e la tutela dei lavoratori dal rischio amianto. Ne ha in seguito denunciato lo spostamento a sinistra sui temi etici (RU 486, eutanasia, testamento biologico) .


=== Appoggio al governo BerlusconiModifica ===
Nel dicembre 2010, con l'avvicinarsi della votazione sulla mozione di sfiducia al Governo Berlusconi IV, Scilipoti ipotizza il suo appoggio al governo e lascia l'Italia dei Valori per passare al Gruppo Misto. Il 9 dicembre 2010 dà vita, insieme ad altri due ex deputati del centro-sinistra (Bruno Cesario e Massimo Calearo) al Movimento di Responsabilità Nazionale. Il leader dell'IdV Antonio Di Pietro ha ipotizzato dietro al repentino cambio di opinioni di Scilipoti la corruzione da parte del partito del PdL e per questo ha richiesto l'intervento della magistratura.
Il 14 dicembre 2010 si è espresso per la fiducia al Governo Berlusconi IV. Scilipoti, Bruno Cesario e Massimo Calearo hanno atteso la seconda chiamata per vedere se il loro voto sarebbe stato determinante (e così è stato). A Roma poco dopo il voto delle camere in piazza San Silvestro sfilano davanti alle telecamere dei Tg una ventina di immigrati con degli striscioni di sostegno alle decisioni di Scilipoti. Identificati dalla polizia, hanno dichiarato di essere lì per lavoro in quanto pagati dallo stesso deputato per far credere che esista un consenso sulle sue scelte.
A gennaio 2011 è tra i fondatori del nuovo gruppo a sostegno della maggioranza Iniziativa Responsabile di cui viene eletto vicecapogruppo vicario in rappresentanza della componente del Movimento di Responsabilità Nazionale. All'interno del "Manifesto del Movimento responsabilità nazionale", divulgato nell'aprile del 2011, risultano poi testualmente ricopiate frasi del Manifesto degli intellettuali fascisti. A giugno 2011 appoggia i referendum che abrogano quattro leggi promosse dal governo: "Mi auguro che il quorum ci sia e sia anche a favore dei sì".


=== Elezioni politiche italiane del 2013Modifica ===
Alle Elezioni politiche italiane del 2013 Scilipoti è candidato per un seggio al Senato della Repubblica in regione Calabria, in sesta posizione nella lista de Il Popolo della Libertà. Dopo lo spoglio è risultato il primo dei non eletti della sua lista. È stato tuttavia proclamato senatore subentrante grazie alla decisione di Silvio Berlusconi, candidatosi in più regioni, di optare per il seggio della regione Molise. Il 16 novembre 2013, con la sospensione delle attività del Popolo della Libertà, aderisce a Forza Italia.


== Procedimenti giudiziariModifica ==
Nel 1987 Scilipoti, come presidente di una cooperativa firma l'incarico per i progetti per la costruzione di un centro medico con 61 posti letto. Non avendo ottenuto i finanziamenti previsti, il progetto sfuma, ma il progettista non viene pagato e ottiene dal tribunale un decreto ingiuntivo. Scilipoti sostiene di non aver firmato i progetti e di trovarsi in Brasile per insegnamento in quel momento, ma viene smentito da una perizia calligrafica e dai verbali dei consigli comunali. Nel luglio 2009 Scilipoti è condannato in secondo grado al pagamento di 200.000 euro, Scilipoti subisce il pignoramento dell'abitazione e di sette immobili di sua proprietà.
Il tribunale ravvisa inoltre un profilo penale e indaga Scilipoti per calunnia e produzione di documenti falsi in merito ai debiti contratti; a novembre 2010 riceve un avviso di garanzia. Scilipoti ha annunciato che non pagherà il debito. Nel novembre 2011 la condanna viene confermata anche in Cassazione, Scilipoti è condannato a pagare 230 000 euro, in caso contrario sarà avviato il pignoramento dei suoi beni.


=== Indagini per collegamenti con personaggi della 'ndranghetaModifica ===
Nel 2005 il consiglio comunale di Terme Vigliatore viene sciolto per infiltrazioni mafiose, a seguito delle denunce di Adolfo Parmaliana. A proposito di un progetto immobiliare, gli ispettori ministeriali scrivono nella relazione prefettizia di scioglimento (secondo quanto riportato da Il Fatto Quotidiano): “Quanto sopra si rappresenta al fine di evidenziare i collegamenti intercorsi tra Scilipoti Domenico, classe '57, il quale ricoprirà nel 2002, seppur per breve tempo, anche l'incarico di assessore comunale al Bilancio nella Giunta Nicolò, con personaggi appartenenti ad una delle più importanti cosche della provincia di Reggio Calabria”. La questione riguarda un immobile, costruito abusivamente nel 1993 e sanato nel 1995, in comproprietà con tre incensurati che, secondo la relazione prefettizia, sono in rapporti di parentela con il clan Zavettieri di Reggio Calabria.


== ControversieModifica ==


=== Medicine non convenzionaliModifica ===
Nel maggio 2011 è ospite di alcune trasmissioni televisive in cui è invitato ad esprimersi sulle medicine non convenzionali. Pochi giorni dopo arriva la dura presa di posizione del Comitato Permanente di Consenso e Coordinamento per le Medicine Non Convenzionali in Italia (tramite comunicato stampa) sulle esternazioni di Scilipoti e sulla sua nomina a "Esperto per la Medicina Complementare del Consiglio Superiore di Sanità".


=== PiezonucleareModifica ===
Nel luglio 2012, dichiara il suo appoggio alla ricerca sul piezonucleare, teoria pseudoscientifica portata avanti da Alberto Carpinteri.


=== Interrogazioni parlamentariModifica ===
L'onorevole Scilipoti si dimostra attivo in sede parlamentare nel denunziare con varie interrogazioni l'attività delle grandi multinazionali farmaceutiche operanti in Italia. In particolare, tra le aziende citate: Pfizer, AstraZeneca, MSD, Roche ed altre, rispetto a diverse cessioni di ramo di azienda da lui spesso fittizie e funzionali a licenziamenti in massa mascherati; e chiedendo per questo conto al governo in carica di rispondere sui temi sollevati. Inoltre, denunzia, fino al dicembre 2012, quelli che a suo parere, sono gravi conflitti di interesse tra membri del Governo e membri di Farmindustria.
L'onorevole Scilipoti, nel 2010, ha inoltre presentato centinaia di denunce/querele nei confronti degli istituti bancari per reati di usura bancaria, presso tutte le Procure della Repubblica d'Italia e presso tutti i Tribunali civili d'Italia.


=== CorruzioneModifica ===
Nel luglio 2015 viene riaperta l'inchiesta di corruzione per il suo passaggio dall'IdV al PdL nel 2010.


== OnorificenzeModifica ==
Medaglia «Pedro Ernesto» e Medaglia Tiradentes, assegnate dall'Assemblea legislativa di Rio de Janeiro;
«Caligi d'Oro» (1999).


== OpereModifica ==
(IT, PT) Moxibustione. Applicazione della Moxibustione in terapia medica, Pandora, Catania,, 1994.
Prontuario terapeutico. Moxa, agopuntura e digitopressione, La Luna Nera, Catania, 1996.
(PT) Guida alla terapia orientale. Moxa - digitopressione - agopuntura, La Luna Nera, Catania, 1996.
(PT) Multiterapia Biológica (MDB) na prevençâo e no tratamento do câncer, DUDU Farmacia, Rio de Janeiro, 1999.
Il nostro futuro. Le medicine del terzo millennio, SPES, Milazzo, 2002.
(PT) Terapia integrata, Icone, San Paolo del Brasile, 2004.
(IT, PT) Filosofia - Scienza e Agopuntura Ryodoraku, SPES, Milazzo, 2007.
Alimenti come prevenzione e cura delle malattie, SPES, Milazzo.


== NoteModifica ==


== BibliografiaModifica ==
Giuseppina Cerbino, Scilipoti, re dei peones. Perché Berlusconi, prefazione di Silvio Berlusconi, Falzea Editore, Reggio Calabria, 2011. ISBN 978-88-8296-349-1


== Altri progettiModifica ==

Wikiquote contiene citazioni di o su Domenico Scilipoti


== Collegamenti esterniModifica ==
Sito personale ufficiale, domenicoscilipoti.it.
Curriculum medico e politico, medicine.altervista.org.
Domenico Scilipoti, su Senato.it - XVII Legislatura, Parlamento italiano.

Sen. Domenico Scilipoti, Wikipedia

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Domenico Scilipoti Isgrò (Barcellona Pozzo di Gotto, 26 agosto 1957) è un politico italiano, senatore di Forza Italia. È stato segretario e cofondatore del Movimento di Responsabilità Nazionale.


== BiografiaModifica ==
Domenico Scilipoti si è laureato in medicina e chirurgia. Ha ottenuto la specializzazione in ginecologia e ostetricia.
Esercita la professione di ginecologo e agopuntore ed è stato Professore Convitato presso il «Departamento de Anatomía Humana» all'Università Federale del Paraná (stato del Brasile); e l'«Istituto A.B.P.S.» di Salvador de Bahia (Brasile). Scilipoti è autore di 8 libri, di cui 5 tradotti in portoghese. Nel 2012 ha scritto un libro sulla sovranità monetaria, dal titolo "La moneta al Popolo".


== PoliticaModifica ==


=== Amministratore localeModifica ===
Dal 1983 al 1998 è stato consigliere comunale per il PSDI a Terme Vigliatore (Messina); vicesindaco dal 1986, e in seguito dal 1994 al 1998. Nel 2002 Scilipoti è, brevemente, assessore al bilancio della giunta Nicolò, sempre a Terme Vigliatore. Dal 2003 al 2005 è nuovamente consigliere comunale


=== Deputato dell'Italia dei ValoriModifica ===
Negli anni 2000, per l'Italia dei Valori, è stato segretario provinciale di Messina (2002-06) e vicesegretario regionale (2004-06). È stato candidato per l' IdV al Senato in Sicilia nel 2001 e 2006, senza essere eletto. Alle elezioni politiche del 2008 è eletto alla Camera dei deputati nella Circoscrizione Sicilia 2 nella lista dell'Italia dei Valori.
Nel partito si occupa principalmente dei progetti di legge per la modifica delle norme sull'usura bancaria, le medicine non convenzionali e la tutela dei lavoratori dal rischio amianto. Ne ha in seguito denunciato lo spostamento a sinistra sui temi etici (RU 486, eutanasia, testamento biologico) .


=== Appoggio al governo BerlusconiModifica ===
Nel dicembre 2010, con l'avvicinarsi della votazione sulla mozione di sfiducia al Governo Berlusconi IV, Scilipoti ipotizza il suo appoggio al governo e lascia l'Italia dei Valori per passare al Gruppo Misto. Il 9 dicembre 2010 dà vita, insieme ad altri due ex deputati del centro-sinistra (Bruno Cesario e Massimo Calearo) al Movimento di Responsabilità Nazionale. Il leader dell'IdV Antonio Di Pietro ha ipotizzato dietro al repentino cambio di opinioni di Scilipoti la corruzione da parte del partito del PdL e per questo ha richiesto l'intervento della magistratura.
Il 14 dicembre 2010 si è espresso per la fiducia al Governo Berlusconi IV. Scilipoti, Bruno Cesario e Massimo Calearo hanno atteso la seconda chiamata per vedere se il loro voto sarebbe stato determinante (e così è stato). A Roma poco dopo il voto delle camere in piazza San Silvestro sfilano davanti alle telecamere dei Tg una ventina di immigrati con degli striscioni di sostegno alle decisioni di Scilipoti. Identificati dalla polizia, hanno dichiarato di essere lì per lavoro in quanto pagati dallo stesso deputato per far credere che esista un consenso sulle sue scelte.
A gennaio 2011 è tra i fondatori del nuovo gruppo a sostegno della maggioranza Iniziativa Responsabile di cui viene eletto vicecapogruppo vicario in rappresentanza della componente del Movimento di Responsabilità Nazionale. All'interno del "Manifesto del Movimento responsabilità nazionale", divulgato nell'aprile del 2011, risultano poi testualmente ricopiate frasi del Manifesto degli intellettuali fascisti. A giugno 2011 appoggia i referendum che abrogano quattro leggi promosse dal governo: "Mi auguro che il quorum ci sia e sia anche a favore dei sì".


=== Elezioni politiche italiane del 2013Modifica ===
Alle Elezioni politiche italiane del 2013 Scilipoti è candidato per un seggio al Senato della Repubblica in regione Calabria, in sesta posizione nella lista de Il Popolo della Libertà. Dopo lo spoglio è risultato il primo dei non eletti della sua lista. È stato tuttavia proclamato senatore subentrante grazie alla decisione di Silvio Berlusconi, candidatosi in più regioni, di optare per il seggio della regione Molise. Il 16 novembre 2013, con la sospensione delle attività del Popolo della Libertà, aderisce a Forza Italia.


== Procedimenti giudiziariModifica ==
Nel 1987 Scilipoti, come presidente di una cooperativa firma l'incarico per i progetti per la costruzione di un centro medico con 61 posti letto. Non avendo ottenuto i finanziamenti previsti, il progetto sfuma, ma il progettista non viene pagato e ottiene dal tribunale un decreto ingiuntivo. Scilipoti sostiene di non aver firmato i progetti e di trovarsi in Brasile per insegnamento in quel momento, ma viene smentito da una perizia calligrafica e dai verbali dei consigli comunali. Nel luglio 2009 Scilipoti è condannato in secondo grado al pagamento di 200.000 euro, Scilipoti subisce il pignoramento dell'abitazione e di sette immobili di sua proprietà.
Il tribunale ravvisa inoltre un profilo penale e indaga Scilipoti per calunnia e produzione di documenti falsi in merito ai debiti contratti; a novembre 2010 riceve un avviso di garanzia. Scilipoti ha annunciato che non pagherà il debito. Nel novembre 2011 la condanna viene confermata anche in Cassazione, Scilipoti è condannato a pagare 230 000 euro, in caso contrario sarà avviato il pignoramento dei suoi beni.


=== Indagini per collegamenti con personaggi della 'ndranghetaModifica ===
Nel 2005 il consiglio comunale di Terme Vigliatore viene sciolto per infiltrazioni mafiose, a seguito delle denunce di Adolfo Parmaliana. A proposito di un progetto immobiliare, gli ispettori ministeriali scrivono nella relazione prefettizia di scioglimento (secondo quanto riportato da Il Fatto Quotidiano): “Quanto sopra si rappresenta al fine di evidenziare i collegamenti intercorsi tra Scilipoti Domenico, classe '57, il quale ricoprirà nel 2002, seppur per breve tempo, anche l'incarico di assessore comunale al Bilancio nella Giunta Nicolò, con personaggi appartenenti ad una delle più importanti cosche della provincia di Reggio Calabria”. La questione riguarda un immobile, costruito abusivamente nel 1993 e sanato nel 1995, in comproprietà con tre incensurati che, secondo la relazione prefettizia, sono in rapporti di parentela con il clan Zavettieri di Reggio Calabria.


== ControversieModifica ==


=== Medicine non convenzionaliModifica ===
Nel maggio 2011 è ospite di alcune trasmissioni televisive in cui è invitato ad esprimersi sulle medicine non convenzionali. Pochi giorni dopo arriva la dura presa di posizione del Comitato Permanente di Consenso e Coordinamento per le Medicine Non Convenzionali in Italia (tramite comunicato stampa) sulle esternazioni di Scilipoti e sulla sua nomina a "Esperto per la Medicina Complementare del Consiglio Superiore di Sanità".


=== PiezonucleareModifica ===
Nel luglio 2012, dichiara il suo appoggio alla ricerca sul piezonucleare, teoria pseudoscientifica portata avanti da Alberto Carpinteri.


=== Interrogazioni parlamentariModifica ===
L'onorevole Scilipoti si dimostra attivo in sede parlamentare nel denunziare con varie interrogazioni l'attività delle grandi multinazionali farmaceutiche operanti in Italia. In particolare, tra le aziende citate: Pfizer, AstraZeneca, MSD, Roche ed altre, rispetto a diverse cessioni di ramo di azienda da lui spesso fittizie e funzionali a licenziamenti in massa mascherati; e chiedendo per questo conto al governo in carica di rispondere sui temi sollevati. Inoltre, denunzia, fino al dicembre 2012, quelli che a suo parere, sono gravi conflitti di interesse tra membri del Governo e membri di Farmindustria.
L'onorevole Scilipoti, nel 2010, ha inoltre presentato centinaia di denunce/querele nei confronti degli istituti bancari per reati di usura bancaria, presso tutte le Procure della Repubblica d'Italia e presso tutti i Tribunali civili d'Italia.


=== CorruzioneModifica ===
Nel luglio 2015 viene riaperta l'inchiesta di corruzione per il suo passaggio dall'IdV al PdL nel 2010.


== OnorificenzeModifica ==
Medaglia «Pedro Ernesto» e Medaglia Tiradentes, assegnate dall'Assemblea legislativa di Rio de Janeiro;
«Caligi d'Oro» (1999).


== OpereModifica ==
(IT, PT) Moxibustione. Applicazione della Moxibustione in terapia medica, Pandora, Catania,, 1994.
Prontuario terapeutico. Moxa, agopuntura e digitopressione, La Luna Nera, Catania, 1996.
(PT) Guida alla terapia orientale. Moxa - digitopressione - agopuntura, La Luna Nera, Catania, 1996.
(PT) Multiterapia Biológica (MDB) na prevençâo e no tratamento do câncer, DUDU Farmacia, Rio de Janeiro, 1999.
Il nostro futuro. Le medicine del terzo millennio, SPES, Milazzo, 2002.
(PT) Terapia integrata, Icone, San Paolo del Brasile, 2004.
(IT, PT) Filosofia - Scienza e Agopuntura Ryodoraku, SPES, Milazzo, 2007.
Alimenti come prevenzione e cura delle malattie, SPES, Milazzo.


== NoteModifica ==


== BibliografiaModifica ==
Giuseppina Cerbino, Scilipoti, re dei peones. Perché Berlusconi, prefazione di Silvio Berlusconi, Falzea Editore, Reggio Calabria, 2011. ISBN 978-88-8296-349-1


== Altri progettiModifica ==

Wikiquote contiene citazioni di o su Domenico Scilipoti


== Collegamenti esterniModifica ==
Sito personale ufficiale, domenicoscilipoti.it.
Curriculum medico e politico, medicine.altervista.org.
Domenico Scilipoti, su Senato.it - XVII Legislatura, Parlamento italiano.


Insieme al Sen. Domenico Scilipoti al Senato della Repubblica nel partito Popolo della Libertà

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