Salvatore Margiotta (Potenza, 23 aprile 1964) è un politico italiano.


== Biografia ==
Dopo la maturità classica si laurea in ingegneria idraulica presso l'Università di Napoli e consegue poi il dottorato di ricerca. È professore associato di Costruzioni rurali e territorio agroforestale presso l'Università della Basilicata. Socio fondatore dello studio di ingegneria Margiotta Associati, ha progettato, diretto e collaudato opere pubbliche e lavori privati sul territorio nazionale.
È stato componente dell'assemblea nazionale del Partito Democratico e membro della direzione nazionale. In precedenza è stato segretario provinciale e regionale del PPI e poi coordinatore regionale della Margherita e componente della direzione nazionale.
Alle elezioni politiche del 2006 è stato eletto alla Camera dei Deputati nella Circoscrizione XXII (Basilicata) nella lista del PD. Nel 2008 viene rieletto e diventa vicepresidente della Commissione Ambiente, Territorio e Lavori Pubblici.
Nel 2013 viene rieletto Senatore della Repubblica per il Partito Democratico, è componente della VIII Commissione permanente Lavori Pubblici, Comunicazioni.
Nel 2014, in seguito alla condanna in appello per corruzione, si autosospende dal Parito Democratico e aderisce al Gruppo Misto.
Il 21 gennaio 2016 abbandona il Gruppo Misto e aderisce al gruppo Area Popolare (formato da esponenti NCD e UdC). Il senatore specifica però che continuerà a far parte del Partito Democratico e che il cambio di gruppo è dovuto solo ad alcuni contrasti con la presidenza del Gruppo Misto, che lo hanno spinto a chiedere di essere "ospitato" temporaneamente da Area Popolare.


== Procedimenti giudiziari ==
Nel 2008 è stato indagato dalla Procura della Repubblica di Potenza per corruzione per alcune presunte tangenti legate agli appalti per l'estrazione di petrolio in Val d'Agri. Nell'ambito di tale inchiesta il 12 maggio 2008 la Procura chiede alla Camera dei Deputati l'autorizzazione all'utilizzo degli arresti domiciliari.
Il 16 dicembre 2008 si sospende da tutti gli incarichi di partito.
Il 18 dicembre 2008 la Giunta per le Autorizzazioni della Camera dei Deputati approva la relazione Castagnetti (Partito Democratico), che nega l'autorizzazione agli arresti domiciliari. Hanno votato a favore tutti i gruppi tranne l'Italia dei Valori, che vota contro.
Poche ore dopo la Camera dei Deputati approva (con 430 sì, 21 no e 3 astenuti) la relazione Castagnetti, negando quindi l'autorizzazione agli arresti domiciliari. Hanno votato a favore tutti i gruppi tranne l'Italia dei Valori, che vota contro, e tre deputati (Furio Colombo, Anita di Giuseppe e Roberto Rolando Nicco) che si astengono.
Il 30 dicembre 2009 il Tribunale del Riesame annulla gli arresti domiciliari ritenendo che non ne sussistessero i motivi.
Il 4 maggio 2011 il tribunale di Potenza assolve Margiotta dalle accuse a lui rivolte perché il fatto non sussiste. La Procura ricorre in Appello.
L'11 dicembre 2014 la Corte d'Appello di Potenza condanna Margiotta a un anno e sei mesi di reclusione e all'interdizione dai pubblici uffici. In seguito alla sentenza Margiotta si autosospende nuovamente dal Partito Democratico e passa al Gruppo Misto. Margiotta ha in seguito impugnato la sentenza davanti alla Corte di Cassazione.


== Note ==
^ Tangenti sul petrolio in Basilicata, finisce in carcere l'ad di Total Italia, in Corriere della Sera, 16 dicembre 2008.
^ No all'arresto di Margiotta, in Corriere della Sera, 18 dicembre 2008.
^ Totalgate: assolto il deputato Salvatore Margiotta, in Il Quotidiano della Basilicata, 4 maggio 2011.
^ Petrolio: condannato sen. Margiotta (Pd) - Basilicata, su ANSA.it. URL consultato l'08 gennaio 2016.

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